c o r o  C A I  V A L M A L E N C O

  

  PROFILO

: Galleria :: Contattaci :: Home :

 

 : Profilo :

 : Cenni storici :

 : Componenti :

 : Discografia :

 : Dove siamo :

 

 

  Credo che la rivitalizzazione della coralità alpina oggi risponda ad un esigenza fondamentale: è quella che il sociologo Baumann definisce ”bisogno di comunità”, che la modernità ha in qualche modo neutralizzato e impoverito, ma è costitutivo della condizione umana.

Queste le parole di Annibale Salsa che dovrebbero fungere da monito ad ogni gruppo che dice di essere un coro. Ora più che mai il canto è un’occasione indispensabile per condividere un impulso innato che porta il corista a dare il meglio di sé a favore di tutto il gruppo. È un’esperienza di partecipazione emotiva che porta a fare del canto corale qualcosa di vivo, sincero e autentico.

Ancor più perche è “CAI”, il nostro coro si sente in dovere di riconoscere alla montagna un ruolo chiave. Vivere, abitare la montagna significa anzitutto avere in comune un ambiente, un territorio prezioso ma a volte ostile. E il canto, nella sua dimensione sociale e comunitaria, risveglia comportamenti di solidarietà e unità.

Io vedo nel canto corale alpino un occasione per riaffermare la nostra passione per la montagna, ma soprattutto un impegno per vedere nella montagna un grande contenitore di culture valligiane e montane.

Sì, il canto è custode autorevole che tiene in vita la tradizione e la storia delle nostre genti in tutti gli aspetti della vita quotidiana come nei momenti tragici, sempre con un atteggiamento di profondo e commovente rispetto. Quasi un fissare nella memoria qualcosa di caro che non si vorrebbe perdere o addirittura una strategia per richiamare ricordi cattivi ed esorcizzarli.

Al riguardo riporto il titolo di due canti, scritti dal nostro presidente Silvio Gaggi e armonizzati da Francesco Sacchi, là dove realtà e storia della Valmalenco si intrecciano in un condensato di ricordi e melodie ricchi di fascino: La strada del vino e La Madonnina.

 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

 

  Quello che mi piace del coro è lo spirito di gruppo, l'amicizia che accomuna tre generazioni: nonni, padri, figli.

    Ed è ai giovani che il pensiero va ...

    Il merito è di tutti coloro che fanno parte e che hanno fatto parte del coro, inchinandomi verso quelli che dall'alto ci danno la carica e l'entusiasmo.

    Un grande grazie va ai direttori che si sono succeduti: Don Silvio Bradanini, Walter Sem, e l'attuale maestro Carlo Pegorari, e a tutti i coristi.

    L'invito è di continuare con perseveranza sapendo superare ogni difficoltà con l'augurio di camminare leggeri per incontrare altre realtà ed altre soddisfazioni.

il Presidente Silvio Gaggi

 

: News :

     -     Sabato 24 luglio, ore 21: concerto di S. Anna a Chiareggio     -     Domenica 25 luglio, ore 10: partecipazione canora alla Messa di commemorazione ai caduti all'alpe Braccia di Torre S. Maria     -     Venerdì 30 luglio, ore 20.45: concerto al palazzetto di Chiesa     -     Sabato 31 luglio, ore 17: partecipazione canora alla messa per i 70 anni della chiesetta di Franscia, Lanzada     -     Domenica 1 agosto: esibizione alla tradizionale festa di Primolo     -     Mercoledì 3 agosto, ore 21: partecipazione al festival della Valtellina a Teglio     -     Giovedì 12 agosto, ore 20.45: concerto al palazzetto di Caspoggio     -